FORMULA STRAGE    di DevilAngel
 
 
   Quanti morti provoca ogni giorno la "Formula Uno" sulle strade che noi tutti percorriamo?
Quanti emuli di Schumacher al ritorno dalla discoteca si schiantano con la loro auto pubblicizzata come potente, vincente, e quindi, "virile"?
   Ma chi si sognerebbe mai di mettere in discussione il circo della "Formula Uno" che ha alla base del suo successo un mix di spettacolo gladiatorio e di esaltazione del rischio, condito dal divismo dei suoi protagonisti e dall'irrazionalità interessatamente alimentata del tifo?
   E d'altronde, quale media avrebbe mai il coraggio di porsi contro i propri padroni che sono coloro che grazie ad un sistema che si alimenta di consumi irrazionali prosperano e si arricchiscono?
   Certo ci si aspetterebbe che gli intellettuali si ergessero a coscienza critica e stimolassero il dibattito intorno a fenomeni che determinano ubriacature di massa e obnubliamento della ragione quali sono quelli determinati dal tifo.
   Ma anche gli intellettuali "tengono famiglia", e fra le ragioni dell'intelletto e quelle del portafogli trovano più opportune queste ultime.
   Ecco quindi il generale tripudio per le vittorie delle "Rosse del Cavallino Rampante" a cui tutti si accodano, dal parrocco di Maranello che suona le campane a festa, alle maggiori testate giornalistiche che sottolineano le vittorie in prima pagina, pubblicizzano auto sempre più potenti nelle altre pagine, elencano le stragi dovute agli incidenti stradali in cronaca, ma evitano accuratamente di indagare se non vi sia un qualche nesso che colleghi il tutto.