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SOSTA
VIETATA? DIPENDE! |
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Fra
via Monginevro e via S. Paolo, vi e' un marciapiede triangolare
su cui vi e' il chiosco di un fioraio e che e' circondato
da ogni lato da automobili in sosta.
Ma su uno dei lati di quel marciapiede vi e' un inspiegabile
cartello vecchio e arruginito di divieto di sosta che nei
fatti nessuno rispetta e nessuno quasi mai fa rispettare.
Gia', "quasi mai", perche' una o due volte l'anno, per far
vedere che esistono, i vigili urbani di Torino multano le
auto li' parcheggiate;    I residenti lo sanno e
la ritengono una tassa da pagare alla stupidita' di chi
gestisce la segnaletica in citta'.
Ma se la stupidita' va' accettata per dovere di solidarieta'
civile, e' piu' difficile accettare la codarda e sistematica
tolleranza con cui normalmente viene ignorata la sosta selvaggia
in zone della citta' in cui la potentissima
lobby dei bottegai ha ottenuto dai vigili torinesi la totale
impunita' in materia di divieto di sosta nonostante
cio' provochi ogni giorno gravi disagi a quelle migliaia
di automobilisti che in quelle zone transitano.
Altro che la confluenza tra via Monginevro e via S. Paolo.
Stiamo parlando ad esempio della zona di piazza
Bengasi nelle ore di mercato, con le auto parcheggiate
in terza fila, di largo Orbassano
che e' normalmente ridotto ad un budello da auto parcheggiate
selvaggiamente, Di piazza Rivoli
la sera davanti ad un ben noto bar-tabaccheria, o del
marciapiede adiacente e di quello antistante il comando
della G.dF. dove i clienti di un grosso bar-tabacchi-ricevitoria
parcheggiano tranquillamente ben sapendo che si tratta di
zona protetta.
Non e' vero?
Allora ci si dica quante sono le multe
date in un anno nelle zone suddette;    
 se fosse vero il contrario, anche senza un presidio
continuo dovrebbero esserci almeno un centinaio di multe
al giorno;      dubitiamo che superino il
centinaio in un anno.
F.
P.
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